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Eventi

Rally alpino internazionale “Internationale Österreichische Alpenfahrt/Classic-Rallye”

Anche quest’anno i partecipanti dovranno affrontare percorsi mozzafiato, con una lunghezza complessiva di oltre 1.000 chilometri, superando imponenti valichi alpini, tortuose strade panoramiche e pittoreschi paesaggi. La ricompensa: gli applausi e le lodi di migliaia di spettatori lungo il tragitto, nei punti di rilevamento cronometrico e di controllo e alla partenza e all’arrivo a Bad Kleinkirchheim, oltre a un ricco programma di eventi collaterali.

Il rally alpino era e continua a essere negli anni una sfida particolare per piloti e materiali. Nel 1910 così come adesso, dopo oltre 100 anni. Chi non conosce le immagini caratteristiche dei leggendari valichi alpini (allora non asfaltati), quando le auto salivano in retromarcia e i copiloti appesantivano l’asse motore per migliorare la capacità di trazione, oppure delle tortuose strade sterrate dove la polvere di chi era al comando inghiottiva gli avversari? Se il Rally di Monte Carlo era caratterizzato dalla neve e la Mille Miglia dalle temperature elevate, il tratto distintivo del rally alpino erano proprio queste strade, che gli conferivano un fascino particolare e lo hanno reso subito famoso nel mondo.

Quando è stato riproposto, nel 2002 (dopo una breve interruzione per la “crisi energetica” del 1973), fu subito chiaro che l‘Internationale Österreichische Alpenfahrt Classic-Rallye non sarebbe stata una “scampagnata”. I team devono, infatti, affrontare una vera sfida sportiva, con oltre 1.000 chilometri e molte prove speciali da superare. Nessuno conta le curve e i cambi di marcia dalla partenza all’arrivo, ma non bisogna scordare che le braccia dei piloti sostituiscono il servosterzo e le marce si possono per lo più cambiare solo facendo la doppietta.

Che si tratti del Großglockner, della Nockalmstraße, dell’altopiano di Turrach, di Katschberg, dei passi Pramollo, Monte Croce di Comelico, Monte Croce Carnico o Wurzenpass, i leggendari valichi alpini non hanno perso il loro fascino. Le vetture si devono arrampicare lungo le strade tortuose fino a 2.500 metri di quota per raggiungere le vette, per poi scendere a valle. E se in salita viene a mancare la potenza, in discesa sono i freni a creare problemi, perché se non si gestiscono con attenzione i vecchi freni a tamburo, questi possono smettere di funzionare lungo il percorso. E come dice il vecchio adagio dei rally: “If you want to finish first, you have to finish first” ovvero “Se vuoi essere il primo a tagliare il traguardo devi prima arrivare al traguardo”.

E non è tutto: come sempre il cronometro scorre impietoso e bisogna superare prove speciali. Ma oggi invece della velocità, è richiesta la massima precisione. Le velocità medie e i tempi di percorrenza, talvolta verificati con punti di rilevamento nascosti, vanno assolutamente rispettati e richiedono ai team grande concentrazione e precisione.

L’unica cosa che manca è la ghiaia sulle strade per far rivivere ai team le sensazioni provate 30 anni fa e più. Di sicuro però i volti dei piloti e copiloti saranno simili a quelli del passato, quando scenderanno dalle loro auto d’epoca dopo 1.000 chilometri di corsa: segnati dalla fatica – ma felici! “The real Feeling is back!”

Per maggiori informazioni e il tracciato 2012 consultare il sito www.alpenfahrt.com

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